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   Cadice

in viaggio nelle citta' di Cadice - Andalusia


Chi è stato a Cadice dice che è una "fiesta" continua. E già questo dovrebbe essere un ottimo motivo per visitarla. Non è molto grande ma è considerata chic.  Se potete fate un giro in centro, e poi passate alla Caleta e la vicina spiaggia. La Caleta è un molo in mezzo all'oceano dove il vento fa paura; la spiaggia è ventosa ma il mare è bellissimo.Cadice sorge su un promontorio roccioso proteso tra il golfo omonimo e l’Oceano Atlantico, collegato alla terra ferma da un sottile istmo lungo una decina di chilometri.

D'estate si trasforma in meta turistica per centinaia di migliaia di spagnoli che amano sia la vita da spiaggia ed il mare pulito, sia il divertimento notturno che, insieme al vicino "Puerto de Santa Maria" la città offre. Sono numerosissimi i pub, discopub e discoteche che si incontrano nella parte moderna della città, popolati, soprattutto nei week-end fino alle prime luci dell'alba. La spiaggia di Cadice è di sabbia finissima, tutta libera e molto curata (ogni sera passano i mezzi del comune a setacciare la costa). Ogni 100 metri circa si trovano le torrette con i bagnini ed il servizio sanitario gratuito in spiaggia. Il costo della vita, seppur aumentato negli ultimi anni, è ancora notevolmente inferiore (pur trattandosi di località turistica) rispetto alla zona a nord della Spagna (costa brava, costa del sol).

Conosciuta già dal 1100 a.C. come importante emporio fenicio con il nome di Gadir, fu conquistata prima da Annibale, che vi risiedette lungamente, e nel I secolo a.C. dai romani, che ne fecero la terza capitale dell’Impero con il nome di Julia Augusta Gaditana. Dopo secoli di decadenza sotto il dominio arabo, che inizialmente neanche la Reconquista poté arrestare, ritornò all’antico splendore con la scoperta dell’America, grazie al porto, che entrò in aperta concorrenza con quello di Siviglia. Il primato di Cadice divenne assoluto nel XVIII secolo, quando il porto rivale si insabbiò e la città ebbe il monopolio degli scambi con il Nuovo Mondo.

Il declino economico arrivò però di lì a poco con il tramonto dell’Impero coloniale spagnolo, ma a quel punto la città divenne il baluardo della cultura liberale, presa ad esempio anche dai patrioti italiani, quando promulgò la famosa costituzione di Cadice nel 1812. Da allora vanta una radicata tradizione liberale non tradita neppure nel corso della guerra civile, durante la quale si schierò apertamente dalla parte repubblicana.
La visita della città può cominciare con una bella passeggiata lungo i bastioni seicenteschi, circa 5 km, che la circondano completamente, proteggendola dalla furia del mare. L’Avenida è il lungomare del porto che termina nell’ampia Plaza de Espana, caratterizzata dal monumento del 1927 dedicato alle Cortes che vararono la costituzione.

Prima di raggiungere il Parque Genovés e il Castillo de Santa Catalina, a pianta stellare, si incontrano i due viali più eleganti della città, l’alameda de Apodaca e l’alameda Marqués de Comillas.
Dopo la bella spiaggia sabbiosa, proseguendo lungo campo del Sur, si incontrano prima la Catedral Nueva (1722-1838), un imponente edificio neoclassico dov’è conservata la Custodia de la Plata, portata in processione durante il Corpus Domini, e poi la Catedral Vieja (XIII secolo), ricostruita nel ‘600. Altri interessanti edifici religiosi sono il barocco Hospital de Nuestra Senora del Carmen (1740), con un S. Francesco di El Greco; la chiesa barocca di San Felipe Neri, il cui altare maggiore ospita un’Immacolata di Murillo; l’Oratorio de la Santa Cueva (XVIII secolo) che presenta due cappelle: una sotterranea molto sobria, ottenuta in una cava naturale, e una sovrastante molto elaborata la cui cupola è ornata da tre affreschi di Goya.
Proprio al centro della città si trova il Museo de Cádiz, con una sezione di archeologia sulla storia della città (conserva tra l’altro un’enorme statua di Traiano), una di belle arti e una di etnografia, che presenta un’esauriente panorama delle tradizioni folcloriste dal ‘700 in poi.
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