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Valladolid |
in viaggio nelle citta' di Valladolid - Castiglia e Leon |
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Valladolid è una città spagnola posta al centro della Comunità Autonoma di Castiglia e
Leon, di cui è la capitale. Si trova a 41º 38' latitudine nord e 4º 43' longitudine ovest. È il capoluogo della provincia di
Valladolid.
L'origine del nome di Valladolid non è del tutto chiara, anticamente si riteneva che provenisse da Valledolit o Valle de
Olit, un Moro che si riteneva comandasse la città, però questa teoria è stata abbandonata. Un'altra origine possibile potrebbe essere Vallis
olivetum, ovvero valle degli olivi, anche se, visto il clima estremo della città non è molto probabile che ci fosse una grande quantità di olivi nella zona. |
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L'origine più probabile della parola sembra l'espressione celtica Vallis tolitum (valle delle acque), poiché il luogo si trova alla confluenza di due fiumi, il Pisuerga e l'Esgueva, che prima di essere canalizzati si dividevano in diversi rami. Un'altra teoria, più probabile per il nome degli abitanti detti
"vallisoletanos", è che il termine stia per "valle del sole" o "valle soleggiata" (nel medioevo era chiamata "Vallisoletum"), per la grande quantità di ore di sole che riceve la valle tanto in inverno quanto in estate.
Esistono anche altri due termini con i quali la città viene designata: Pucela e
Pincia.
Pucela è un’invenzione del sec. XX: gli storici assicurano che si tratta di semplici supposizioni, che però sono entrate nel cuore della gente di Valladolid, tanto che ora nessuno dubita della veracità di tale nome. Si racconta che nel sec. XV alcuni cavalieri vallisoletani lottarono al lato di Giovanna d'Arco, in Francia, contro gli inglesi. Giovanna d’Arco era conosciuta con l’epiteto di Donzella di Orleans (Doncella de Orleans). In francese, donzella si dice pulcelle, vocabolo simile al castigliano di quel tempo pucela. Al termine della guerra, i cavalieri tornarono a Valladolid e raccontarono le proprie prodezze e le proprie conquiste amorose, e tutto ciò che era successo con la "Pucela de Orleans". A partire da allora si iniziò a chiamarli pucelanos, da cui derivò l’eponimo di Pucela per la città. |
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Il professore don Celso Almuiña dell’Università di Valladolid ha un’altra teoria. Valladolid si trova in una valle nella quale scorrono il rio Pisuerga, l’Esgueva ed il Duero, ai quali si può aggiungere anche il Canale di Castiglia: è dunque un luogo verde ed umido, in mezzo ad un intorno secco, quasi fosse una pozza: e, dal termine pozza (poza),
pucela. Vi sono anche altre teorie, ma in ogni caso questo termine è radicato nell’animo della gente: allo stadio della città non si tifa ¡Valladolid!, ma ¡Pucela!.
Per designare la città vi è anche il termine di Pincia, che sembra avere un’origine più colta. Vicino a Peñafiel esisteva una importante città celta: Pincia; nel Rinascimento la si identificò con Valladolid, e, secondo l’uso dell’epoca di relazionare tutto con le civiltà greca e romana, il nome di Pincia venne associato a questa città. Più tardi si dimostrò che non vi era relazione alcuna fra le due città, ma ormai anche questo terzo nome della città era conosciuto e rimasto caro ai
vallisoletani. Il clima di Valladolid è mediterraneo continentale: probabilmente l'antico detto castigliano "Nove mesi di inverno e tre di inferno" (Nueve meses de invierno y tres de infierno) lo caratterizza alla perfezione. Le temperature sono relativamente basse, con una media annuale di 12,3º; gli inverni sono freddi, con nebbia e gelate (61 giorni di gelate all'anno, in media), anche se le grandi nevicate sono poco frequenti per la particolare situazione geografica della città. Le estati sono in genere calde e secche, con temperature massime intorno ai 30º, ma con minime fresche. I record di temperature sono i 40,2º del 19 luglio 1995 ed i -11,5º del 14 febbraio 1983. Presso l'osservatorio di Villanubla le temperature registrate sono piú basse.
Le precipitazioni, anche se scarse in quanto Valladolid si trova nella regione più arida della Meseta del nord, sono ripartite in modo abbastanza regolare nel corso dell'anno; sono però registrabili due minimi: uno coincidente con l'estate, ed un altro a marzo. Complessivamente, in media in un anno di sono 2.534 ore di sole e 71 giorni di pioggia.
La città di Valladolid possiede un patrimonio turistico importante e, nonostante l’autodistruzione degli anni ’60 del XX secolo, mostra ancora diverse manifestazioni architettoniche della sua passata gloria.
In primis, non si può non citare la cattedrale (Catedral de Nuestra Señora de la Asunción), grandiosa opera progettata da Juan de Herrera (l’architetto che progettò anche El Escorial) rimasta incompiuta, in particolare a causa dello spostamento della capitale del regno a Madrid: tale avvenimento distolse l’interesse dalle opere allora in costruzione a Valladolid, come la cattedrale, tanto più che il grande incendio del 1561 richiedeva che almeno in parte i fondi disponibili venissero destinati alla ricostruzione della città.
Altro edificio di tutto rilievo è la Chiesa di Santa Maria la Antigua. Vicino all’Antigua e di fronte alla Cattedrale si trova il palazzo della facoltà di Diritto dell’Università di Valladolid, la cui facciata è una delle poche opere ancora visibili di Narciso Tomei, l’artista che progettò anche parte della cattedrale di Toledo. Nella Plaza de la Universidad fra la cattedrale e la facoltà di Diritto vi è un monumento a Miguel de Cervantes, che sembra volerci rammentare che la sua sola casa ancora esistente si trova proprio a
Valladolid. Oltre alla Chiesa di Santa Maria La Antigua, Valladolid vanta anche un'altro interessantissimo edificio sacro quale la Chiesa di San Pablo, classico esempio di gotico isabellino di epoca quattrocentesca, progettata da Simòn de Colonia.
La piazza più importante della città è però la Plaza Mayor: questa di Valladolid fu la prima della sua forma in Spagna, e servì come modello per quella di Madrid e per tutte le future plazas mayores del mondo ispanico |
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Valladolid è una città di musei: il Museo Nazionale di Scultura, di importanza internazionale, riunisce la più grande collezione spagnola di sculture in legno policromo; è ora in piena fase di ampliamento (processo che include la restaurazione dello storico Colegio de San Gregorio, la Casa del Sol, la chiesa di San Benito el Viejo ed il Palacio de Villena, quest'ultimo già riaperto). Sono degni di nota anche i musei di recente costruzione, come quello della Scienza, vicino al fiume Pisuerga, ed altri attualmente in progetto, tra i quali il Museo del Cinema e della Comunicazione.
La città fa anche parlare di sé per le notevoli iniziative in campo culturale. Annualmente si celebra la "Seminci", il secondo festival del cinema più importante di Spagna dopo quello di San Sebastian, e ben 4 premi Cervantes (la massima onorificenza letteraria in lingua castigliana) sono legati a Valladolid: Miguel Delibes, Jorge Guillén, Francisco Umbral y José Jiménez Lozano (i primi due sono cittadini naturalizzati). Un altro grande scrittore nato a Valladolid è Gustavo Martín Garzo. Uno spettacolare evento culturale tradizionale è la Settimana Santa, con le sue sculture policrome di grande valore artistico (di maestri come Gregorio Fernández, Juan de Juni o Alonso Berruguete), che attrae ogni anno un gran numero di visitatori da tutta la Spagna e dal resto del mondo.
Altresì va ricordata la tradizione culinaria della città e della regione che si esprime principalmente attraverso la preparazione di piatti a base di carne. Da segnalare in primis il "lechazo asado" cioè l'agnellino da latte arrosto, nonché altri piatti quali il "cocido castellano" o "sopa de ajo" cioè una zuppa a base di brodo, aglio, uova e pancetta affumicata.La Settimana Santa vallisoletana non solo si distingue per la bellezza ed importanza artistica delle sue sculture, che si possono ammirare, pressoché nella loro totalità, nella ‘Processione generale del Venerdì Santo’, ma anche per la originalità che alcune confraternite imprimono alle sue processioni, sempre uguali eppure sempre così distinte: tutte senz'altro degne di essere viste, tutte ricche di incanto, tutte permeate di un mistero ed una maestosità capaci di convertire questo avvenimento religioso in qualcosa di più che un semplice passeggio per vie e quartieri: lo trasformano in un portentoso esempio di rispetto per le tradizioni, per la pietà popolare, per l'arte. |

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