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   Zafra

in viaggio nelle citta' di Zafra - Estremadura


Zafra si trova al sud dell'Estremadura ed in un'area intermedia tra Andalusia, Castiglia-il Mancia e l'Alentejo. 
ALCUNE PENNELLATE DELLA SUA STORIA 
Le prime notizie  di Zafra sono, tuttavia, medievali: una piccola comunità musulmana appariva collocata nella valle, quando nell'anno 1241, le truppe di Fernando III Il Santo, nel suo avanzamento reconquistador verso Siviglia, presero il castello di Il Castellar che la proteggeva dalla cosa alta della cresta.  Bisognerà sperare, nonostante, al secolo XIV per vedere come Zafra comincia ad acquisire sempre di più una carta preponderante nel sud dell'Estremadura. L'anno di 1394 posto vacante essere una pietra miliare storica importante per la città che allora fu donata da Enrique III a Gomes Suárez di Figueroa, un adolescente che era cameriere della Regina e figlio del Gran Gran maestro dell'Ordine di Santiago. 
Dietro varie titubanze iniziali, i Suárez di Figueroa decise di trasformare a Zafra nel centro di tutti i suoi domini, il Dominio di Fiera, che avevano continuato ad accrescere negli ultimi anni del secolo XIV e durante il secolo seguente. La cittadina fu adottando una nuova fisionomia concorde col suo nuovo destino: cominciarono i cambiamenti con la costruzione di una muraglia che inglobò il vecchio casale ed ampi spazi vuoti a modo di cintura che si pensavano occupare col tempo. Le opere del recinto che nasceva con la doppio missione di difendere ed investigare i suoi vicini, ai commercianti e viaggiatori, si allungarono da 1426 a 1449. Attestazioni della stessa avranno occasione di vedere nella chiamata Fa la ronda della Maestranza, nella Viuzza del Garofano ed alle porte di Sherry e Badajoz. 
Quando in 1460, i Suárez di Figueroa raggiunse il titolo di Conti di Fiera avevano ottenuto già che la cittadina mostrasse una certa aria monumentale, avendo alzato grandi edifici destinati alla sua residenza (Fortezza) ed a pantheon del lignaggio (Monastero di clarisas di Santa María della Valle). 
Benché non si paralizzasse mai, l'attività edificatoria acquisì un nuovo senso negli ultimi anni del secolo XVI ed i primi del secolo XVII. Allora, la cittadina vedrà, tra gli altri cambiamenti, la riconversione della vecchia Fortezza comitale in un palazzo concorde coi nuovi gusti della corte degli Austrias, o la conclusione di una nuova chiesa maggiore che si promuove a Collegiale Insigne. In questa nuova messa a fuoco urbana sarà determinante la salita del lignaggio alla proprietà ducale e la grandezza della Spagna in 1567 che diveniva della contribuzione del quinto conte, Gomes III Suárez di Figueroa e Cordova, alla politica di Stato sviluppata per Felipe II. In quelli margini cronologici, e scendo quasi sempre l'auspicio dalla Casa di Fiera, si andarono alzando nella trama della cittadina stabilimenti assistenziali (Ospedali di Santiago) San Miguel e San Ildefonso, e conventi femminili (clarisas di Santa Marina) terzi di La Croce, dominicas di Santa Catalina e Regina Coeli. Fuori porta si alzarono i monasteri domenicani da Sacra domenica del Campo e di Il Rosario, e di francescani di San Benito e di San Onofre di La Ventosa. Un aspetto della personalità storica di Zafra che non possiamo lasciare di recensire al presente per la sua permanenza, è il suo carattere di città industriale e commerciale, centro maggioritariamente di un ambiente agroganadero. Nell'origine di questo tratto solitario sono le comunità ebree e moresca, collocate da tempi remoti nella cittadina e protette per i primi Sig.ri di Fiera, e che non si perse dietro la sua espulsione. L'attività mercantile trovava la sua cornice nella Piazza Piccola ed i portici che circondavano alla chiesa medievale il cui demolizione nella seconda metà del secolo XVI diede passo all'attuale Piazza Grande. 
Fondamentali per lo sviluppo del commercio locale furono le fiere e mercati che si celebrarono per San Juan, da 1395, e per San Miguel, da 1453. Dette fiere servirono nel tempo come elementi dinamizadores dell'incipiente borghesia commerciale che si sviluppava qui, e che ebbero la sua continuazione nel numeroso gruppo di commercianti, provenienti da La Rioja, i cameranos, che si andarono collocando nella cittadina a partire dal secolo XVI. Il mantenimento continuato dell'attività mercantile si vide ricompensato in tempi contemporanei con la concessione del titolo di città a Zafra in 1882, della Fiera Regionale del Campo Extremeño in 1965 e della Fiera Internazionale Allevatrice in 1992. 

UNA PASSEGGIATA PER L'ARTE E LA CULTURA DELLA CITTÀ 

Possiamo iniziarlo nel Palazzo dei Duchi di Fiera. La sua parte più antica, la fortezza, mandato costruire per il primo Conte di Fiera in 1437, è una costruzione difensivo-palatina gotica, ma con evidenti tratti mudéjar. Intorno a 1600 fu rimodellato: si costruì il patio e si ampliarono le sue dipendenze. Subito, si alzò un corridoio che raggiunge la Chiesa conventuale di Santa Marina e la nuova facciata palatina, la Porta dell'Acebuche. 

Molto vicino sta il Convento di Santa Chiara, motivato in 1428 come pantheon della Fiera. Nella chiesa si guardano, tra gli altri pezzi interessanti, le sculture giacenti dei primi conti. 

Già per Strada Siviglia, deve visitare se la Sposa Grande, un bel edificio classicista costruito in 1601. 

Per la Strada Fonte Grande, nella quale si trova quella che fu Casa di Blas di Escobar, c'avviciniamo a due importanti edifici mudéjar: il Convento di Santa Catalina di Siena e l'Ospedale di Santiago. 

Finendo la Strada Santa Catalina c'addentriamo nella Piazza Grande, comunicata con la Piazza Piccola attraverso l'Archetto del Pane, sotto il quale sta la Cappella della Speranza. Al lato, la Strada Farmacie guardiano, tra altre, la Casa dell'Ajimez, un'abitazione mudéjar del secolo XV affezionata, oggi, a Centro di Accoglienza del Turista. 

Al fondo dello Strada Sherry si trovano resti della muraglia urbana: si tratta della Porta di Sherry e di un pezzo della strada di ronda chiamata Viuzza del Garofano. Dell'ampliamento fuori porta parte la Strada Cestería, dove si trovano la Cantine Medina, installate in un'antica conceria. Di lì, c'avviciniamo al Convento del Rosario, motivato in 1511. Di fronte sta la Porta di Badajoz, una vecchia porta della muraglia, disposta dentro il baluardo del Cubo. 

La Strada Tetuán, nella quale si localizza il Casa-palazzo del Marchese di Querceti, c'avvicina all'Ospedale di San Ildefonso ed alla Colegiata della Candelaria, una gran chiesa gotica del secolo XVI che, in 1609, fu eretta in Collegiale Insigne. Tra le sue pale sottolineano il dipinto per Francisco di Zurbarán. 

Addossata alla Colegiata si trova la Cappella di San José, l'antica Sinagoga. Il Ghetto si estendeva, per i paraggi: in lei si trovano la minuta Cappella del Cristo del Pozzo ed il mudéjar Ospedale di San Miguel. 

Nella Piazzola del Pilastro Rotondo può visitarsi il Municipio, un vecchio palazzo gotico che fu riconvertito in convento nel secolo XVII. Nella Piazzola si trovano, inoltre, il Casa-palazzo del Conte della Corte ed alcuni case con facciate modernista e neoplaterescas. 

Nello Strada Governatore può verta una Casa tracciata per il celebre architetto sivigliano Aníbal González. Per Strada Huelva, il Casinò di Zafra, la Casa della Cultura e varie facciate classicista del XVII, tra le quali sottolinea quella del Centro Ricreativo Segedano. 

Attraversando l'Arco di San Antonio, troveranno la Casa dei Mendoza della Rocha, ed il neomudéjar Casa-palazzo del Marchese di Solanda. 
Possiamo finire fuori porta la passeggiata. Sgomberando la Porta di Palazzo, c'aspetta la Zafra attuale, coi suoi spaziosi parchi e giardini, che conserva anche qualche ricordo del passato come il Pilastro del Duca, un enorme abbeveratoio per i bestiami, opera gotica del secolo XV, dal quale può contemplarsi fuori porta la stampa del Fortezza-palazzo dei duchi di Fiera. A scarsa distanza si trova l'ottocentesca Piazza di tori ed il convento di Carmelitani scalzi. Disponendo di più tempo, la passeggiata può allungarsi fino al Recinto Fieristico, alcune magnifiche ed ampie installazioni dove si celebrano annualmente la Fiera Regionale del Campo Extremeño e la Fiera Internazionale Allevatrice. Ed anche, l'Infermeria del Convento di San Benito, il Pilastro di San Benito e la Torre di San Francisco, unico resto del convento motivato per la Fiera nel secolo XV. 


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